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Link Building e riforma del Copyright: quali prospettive?

Pochi giorni fa è stata approvata la discussa riforma sul Copyright dal Parlamento Europeo che va ad incidere molto su tutti gli argomenti che riguardano il web. Molti hanno criticato la legge, che ora dovrà passare ad una seconda fase di contrattazioni con i governi degli stati membri, perché non difende nella giusta maniera il diritto d’autore e per i numerosi effetti collaterali sulla libertà di Internet.

Si era molto discusso in sede preliminare al voto, quanto la cosiddetta link tax potesse toccare il mondo della Link Building, pratica sempre più comune per migliorare la propria autorevolezza ed il proprio posizionamento nelle SERP sui motori di ricerca come Google. Fermo restando che in ogni sviluppo della legge erano previste numerose eccezioni volte a tutelare le nuove aziende del web e le aziende che non fatturano più di diverse migliaia di euro all’anno, destava molta preoccupazione l’introduzione di una link tax che – fortunatamente – non è stata inclusa nella legge definitiva, più volte modificata nel corso del suo lungo percorso prima di arrivare in assemblea.

Nuova Link Tax: quali sono le esenzioni

L’introduzione di una link tax “severa” avrebbe potuto paralizzare il mondo della Link Building nell’atto di realizzazione dei Guest Post. Come è emerso dalle preoccupazioni degli esperti del settore di varie community online, inserire la link tax senza prevedere alcun tipo di eccezione avrebbe portato al paradosso che a pagare sarebbe stato il proprietario del sito che inserisce il link in uscita, ovvero l’esatto contrario del funzionamento della Link Building nella sua accezione più attuale.
Grazie al meccanismo delle esenzioni, però, sono salvi sia i link che i cosiddetti “snippet”, ovvero l’anteprima dell’articolo che contiene titolo, URL e alcune frasi iniziali dell’articolo. Tra gli altri “esenti” a ogni norma prevista dalla riforma del Copyright ci saranno siti come Wikipedia (ovvero dichiaratamente no-profit), i cosiddetti “meme” e siti come Github. Secondo la modifica all’articolo 11, gli editori avranno la facoltà e non il diritto di negoziare l’inserimento di link o snippet riconducibili al loro sito. Ciò significa che ad essere tutelati saranno anche i piccoli webmaster o i piccoli editori che decidono di fare link building per conto di terzi inserendo un collegamento ad un altro sito.

Anche i temuti filtri in upload dovrebbero non essere applicati dalle grandi piattaforme. Questa norma non riguarda solamente contenuti da condividere sui social ma dovrebbe essere applicata anche per i siti web. Secondo l’ultima revisione del testo, ci dovrebbe essere “cooperazione” tra utente e piattaforma in modo da poter aver a che fare non con un bot ma con un essere umano in carne ed ossa.

Queste sono le principali novità della riforma del Copyright che può avere aspetti negativi e aspetti positivi, ma così com’è configurata non porterà danno alla pratica del Link Building, che al giorno d’oggi rimane una delle migliori per aumentare la propria popolarità e la propria autorevolezza sul web.

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