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Link Building: quali sono le peggiori pratiche e gli errori da evitare

Abbiamo spesso parlato delle migliori pratiche di link building che possono portare ad un miglioramento del posizionamento in determinate SERP e – conseguentemente – ad un aumento del traffico. Tuttavia esistono anche pratiche sconsigliate. Queste sono da evitare per salvare l’autorevolezza del proprio sito e per non vanificare gli sforzi economici fatti in precedenza. Uno dei motivi per cui la link building è tornata ad essere una pratica corretta e redditizia è da rintracciarsi proprio nei requisiti che Google ha imposto ai proprietari dei siti web. In altre parole non è necessario procurarsi link in entrata in maniera scriteriata e approdare alla cosiddetta “black hat SEO”. Vediamo, quindi, quali sono le pratiche da evitare categoricamente in una strategia globale di link building.

Scambio di link

Non è sempre vero che “una mano lava l’altra”, specialmente nel delicato business del posizionamento online. È molto dannoso ricevere un link in entrata da un sito o da un blog e ricambiare questo link con uno uguale e speculare. Essendo in passato molto comune leggere di annunci che proponevano scambi di link, gli ultimi aggiornamenti hanno definitivamente stroncato questa pratica che può risultare inutile. Questa accortezza sarebbe da rispettare anche in condizioni normali, nelle pubblicazioni di tutti i giorni e non solo in fase di campagna link building.

Inserire link in directory o aggregatore di notizie

Altra pratica molto diffusa, oggi in disuso, è quella di inserire il link alla propria homepage o a una qualsiasi pagina del proprio sito in una directory con centinaia, se non migliaia, di link simili. Essendo l’autorevolezza di queste directory molto bassa, ed essendo una pratica a costo zero, è stata ritenuta negativa dagli algoritmi dei motori di ricerca. Stesso destino per gli aggregatori di notizie, ancora oggi molto comuni sul web. Molto spesso, però, gli aggregatori di notizie tendono ad incorpare articoli e pagine in maniera automatica, è sempre consigliato, quindi, avere sott’occhio il proprio profilo backlink.

Inserire link nella “sezione commenti”

Molti siti permettono agli utenti di interagire direttamente con i propri contenuti. Per questo, quasi tutti, hanno una piccola sezione commenti alla fine di ogni articolo o di ogni pagina. I requisiti per poter commentare, esprimendo il proprio parere o le proprie perplessità, è quello di essere registrati. Inserire un nome falso e commentare insistentemente con il link che si vuole spingere non è assolutamente produttivo per diversi motivi. I CMS hanno di default un tool che modera i commenti e riconosce lo spam con grande efficacia, quindi molto spesso il commento non viene proprio accettato. Nel caso sia accettato, si tratterà comunque di un link nofollow, ovvero non produttivo per scalare le SERP. Nel caso raro si tratti di un link dofollow e il commento venga accettato, rientra senza alcun dubbio nelle pratiche di black hat SEO e potrebbe penalizzare il sito che si vuole promuovere.

Questi trucchetti rimangono, per l’appunto, trucchetti e non prevedono una crescita a lungo termine del proprio progetto. Nel caso si sia veramente intenzionati a crescere è necessario l’aiuto di un professionista che sappia stilare un piano editoriale e scegliere i siti più adatti con cui fare link building.

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